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BENE IL CONSIGLIO VENETO SUL NO AL NUCLEARE IN REGIONE, ORA SPETTA A ZAIA RITIRARE IL CONSENSO AL DECRETO DEL GOVERNO.

BENE IL CONSIGLIO VENETO SUL NO AL NUCLEARE IN REGIONE,

ORA SPETTA A ZAIA RITIRARE IL CONSENSO AL DECRETO DEL GOVERNO.

Venezia 23 marzo 2011

Il comitato regionale “Vota Sì per fermare il nucleare”, che ieri si è presentato al Consiglio Veneto con la sua prima uscita, saluta positivamente l’approvazione della mozione in consiglio regionale contro la costruzione di una centrale nucleare in veneto.

Il comitato ha chiesto un pronunciamento forte al Consiglio, e questo è arrivato tempestivamente. Ora spetta al presidente Zaia ottemperare altrettanto tempestivamente alla volontà del Consiglio ritirando il consenso che egli ha incautamente espresso ( il 3 marzo a Roma) al decreto governativo relativo ai criteri per l’individuazione dei siti nucleari bocciato dalla maggioranza delle Regioni ma non dal Veneto. In quel documento di fatto si dice che se il governo decide di localizzare una centrale in Veneto lo potrà fare anche con il parere contrario della regione.

Il presidente Zaia può fare di più e meglio: chieda al governo il ritiro della legge che riapre le porte al nucleare in Italia, anche perchè se le centrali le costruissero a Mantova o a Ferrara, a pochi chilometri dal territorio regionale, i cittadini veronesi o i polesani non si sentirebbero certo rassicurati.

Sembra esserne consapevole il Consiglio Regionale quando rivolge l’invito ai cittadini di recarsi alle urne “auspicando la più ampia partecipazione alla prossima consultazione referendaria”. Un invito quanto mai opportuno che dimostra che anche la massima istituzione veneta non crede ai “ripensamenti”del governo. E’ ormai evidente che la “moratoria”costituisce solo un escamotage del governo per prendere tempo e tentare di svuotare il referendum. E’ dunque della massima importanza l’invito rivolto dal Consiglio ai cittadini di affrontare la sfida referendaria per portare al voto almeno 25 milioni di cittadini e mettere al sicuro il nostro Paese dall’avventura nuclearista. Infatti solo il raggiungimento del quorum potrà consentirci di chiudere definitivamente l’era di una tecnologia vecchia, costosa, pericolosa( perché mette a rischio la salute e l’ambiente) ed aprire “una nuova epoca di green economy” capace “di produrre in Italia fino a un milione di posti di lavoro”

Dal canto nostro ce la metteremo tutta per mettere in campo la più grande campagna referendaria mai messa in piedi con le forze del volontariato. Possiamo contare su centinaia di attivisti, decine di comuni amici, decine di conferenzieri, esperti e tecnici del settore. A breve metteremo online un sito dove annunceremo le prime iniziative

Oscar Mancini

portavoce regionale del Comitato Referendario Veneto Vota Si per fermare il nucleare

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Mai più Fukushima, né in Veneto, né altrove

E’ passata quasi inosservata, eppure la notizia è clamorosa. Il 3 marzo scorso, a Roma, la Regione Veneto ha dato il via libera al decreto del governo nazionale relativo ai criteri di localizzazione degli impianti nucleari e dei depositi di rifiuti in Italia. Un decreto bocciato dalla maggioranza delle Regioni, anche di centrodestra, ma non dal Veneto. La nostra Regione ha infatti espresso parere favorevole insieme a Campania, Lombardia e Piemonte. Il presidente Zaia si è subito premurato di rassicurare i cittadini veneti: “No, in Veneto una centrale nucleare non si farà”.

Ma non basta certo una dichiarazione di fronte alle telecamere per fermare il nucleare nel Veneto e in Italia. Soprattutto se  Zaia contemporaneamente vota a favore di un decreto che considera “non vincolante” il parere delle Regioni. Traduzione: le Regioni possono dire quello che vogliono, ma alla fine saranno il Governo nazionale e gli investitori privati a decidere dove imporre le nuove centrali nucleari.
Altrochè “decidono i territori”.

E’ una norma autoritaria che, con il consenso di Zaia, assume per il nostro Veneto un significato particolare. Siamo infatti con il Delta, Chioggia e Cavarzere, il Polesine e la Bassa Veronese con Legnago, una delle aree dove più probabilmente ricadrà la scelta di uno o più siti destinati alla costruzione delle nuove centrali.

Ora che l’evidenza dei fatti e la crudezza delle immagini che ci giungono dal Giappone confermano l’intrinseca insicurezza del nucleare chiediamo alla Regione Veneto, al suo Presidente, alla sua Giunta, al Consiglio regionale di:

– pronunciarsi formalmente per il NO al nucleare, sul nostro territorio, come altrove;
– ritirare il consenso al decreto legislativo del governo;
– pronunciarsi per l’accorpamento della data del referendum con le elezioni amministrative, per risparmiare 400 milioni di euro e favorire la partecipazione popolare.

Il disastro in atto a Fukushima conferma tragicamente che la scelta nucleare è irresponsabile, pericolosissima per la salute di tutti noi, antieconomica e condannata dalla storia.

Ma impone anche, sul tema energetico, di farla finita una volta per tutte con i giochetti della politica sulla pelle dei cittadini, con  dichiarazioni ai media smentite il giorno dopo dagli atti istituzionali. Non ci fidiamo dei ripensamenti tattici. C’è una strada sola di fronte a noi: l’abrogazione della legge 99/2009 sul ritorno al nucleare.

Siamo ancora in tempo per fermare questa scelta di morte in Italia: possiamo farlo costruendo la più ampia partecipazione popolare al referendum, per un voto che dica, chiaro e forte, SI’ per fermare il nucleare, SI’ alla vita, SI’ al ricorso a fonti energetiche pulite e rinnovabili, come quella solare del fotovoltaico, oggi sotto l’attacco del Governo. Il Veneto già oggi è sede di grandi e piccole imprese che hanno investito sullo sviluppo delle energie rinnovabili e creano lavoro pulito, ricerca e innovazione per migliaia di persone. E’ questo il futuro possibile che vogliamo per la nostra terra.

Per queste ragioni,

A SOSTEGNO DEL SI’ AL REFERENDUM PER FERMARE IL NUCLEARE
PER LIBERARE IL VENETO, L’ITALIA, IL MONDO DALL’INCUBO ATOMICO
PER LO  SVILUPPO DELLE ENERGIE PULITE E RINNOVABILI

Comitato referendario veneto
“Vota SI’ per fermare il nucleare”

Venezia 19/03/2011