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SÌ maggioranza assoluta. Grazie Italia

Come ringraziarci tutti, forse godendoci questo video.

Patti Smith è passata in Italia per l’Earth Day, e ha portato bene.

People have the power, e questa volta cara Italia il potere lo hai usato bene.

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Quorum: – 9%

Manca il voto del 9% degli elettori allo storico traguardo del quorum. Alle 22 di oggi l’affluenza ha toccato il 41,1% . In Sardegna, il 15 maggio scorso, al referendum che ha portato complessivamente alle urne il 60% dei cittadini dell’isola, alle 22 aveva votato il 39,8% degli elettori. Oggi siamo quasi un punto e mezzo sopra quella soglia. Domani si vota dalle 7 alle 15: ce la dobbiamo fare!

Flash Mob a Oderzo

Due foto del flash mob che si è svolto domenica 5 giugno a Oderzo (Treviso). L’iniziativa, che ha suscitato interesse e consensi, è stata realizzata dal coordinamento opitergino per il sì.

In apertura al corteo lo striscione “esercita la democrazia, vota i referendum”, con bandiere per l’acqua bene comune e contro il nucleare “mai più Fukushima”.
Salute a tutt*
Dante Bedini

Festa di Chiusura

VENERDÌ 10 GIUGNO

Piazza dei Signori – TREVISO


PER I BENI COMUNI

PER L’ENERGIA PULITA
PER L’ACQUA PUBBLICA

dalle 18.00 alle 22.00 Musica, Stand, Poesia,
Giocoleria e tanta voglia di battere il quorum…
COMITATO REFERENDARIO TREVIGIANO DUE SÌ PER L’ACQUA BENE COMUNE
COMITATO REFERENDARIO TREVIGIANO FERMIAMO IL NUCLEARE
FESTA DI CHIUSURA
CAMPAGNA REFERENDARIA VOTA Sì
Concerto Swing con il Trio Scaleno

acquabenecomune.treviso@gmail.com

 Su Facebook:

Luogo: Piazza dei Signori
Ora: venerdì 10 giugno 2011 18.00.00

Il Paese del Sole

La Cassazione ha detto Sì!

Come avevamo preventivato la democrazia ha vinto. Il referendum sul nucleare si terrà il 12 e 13 giugno insieme ai due sulla privatizzazione dell’acqua e a quello sul legittimo impedimento. La Corte di Cassazione ha stabilito che le modifiche apportate dal governo alle norme sull’energia nucleare non precludono lo svolgimento del referendum, e ha detto stop al tentativo abbastanza maldestro di scippare al popolo italiano il diritto di decidere sulla reintroduzione in Italia del nucleare. La richiesta di abrogazione rimane la stessa, ma invece di applicarsi alla precedente legge si applicherà alle nuove norme sulla produzione di energia nucleare (art. 5 commi 1 e 8).
Ora tocca a tutti noi, cittadine e cittadini, decidere quale vogliamo sia il futuro dell’Italia e che paese desideriamo consegnare ai nostri figli. C’è solo da andare a votare e dire sì al bando del nucleare, fonte di disastri ambientali, vecchio e inutile e dannoso, e non rispondente al nostro bisogno di energia pulita.
L’Italia è pur sempre “il Paese del Sole”: facciamolo risplendere e sorridere il 12 e 13 giugno.

Stefano Dall’Agata

Portavoce Comitato Vota Sì per fermare il Nucleare

Provincia di Treviso

Giornati Resistenti 2011 28| 30 aprile, 1° maggio 2011

Villa Correr Pisani in Via Aglaia Anassilide 5, Biadene di Montebelluna (TV) 

In difesa dei beni comuni

Giornate Resistenti 2011

Ripartono le Giornate Resistenti 2011 a Montebelluna presso Villa Correr Pisani dal 28 aprile al 1° maggio 2011

Durante i giorni del Festival si intende dare centralità alla Memoria storica e al presente in difesa di un futuro migliore per tutti. I temi centrali saranno legati ai diritti, alla terra ed a tutte le tematiche ambientali che nel mondo attuale hanno assunto una sempre maggiore centralità. In tempi di crisi economica, ambientale e sociale, l’intento dei promotori è quello di favorire la creazione di reti che dal basso si confrontino e propongano uno stile di vita sostenibile e rispettoso dei diritti delle persone e di tutela della “nostra terra”. L’area del Festival presso Villa Correr Pisani di Biadene, quest’anno verrà allestita con Info Point tematici. Si è pensato di suddividere i temi in quattro aree tematiche:

Memoria: con uno stand a cura dell’ANPI con materiale e libri dedicati alla Resistenza (attraverso il contributo dell’Istresco) e all’approfondimento che l’Anpi quotidianamente apporta a questa tematica.

Diritti: con uno stand promosso dall’Associazione difesa lavoratori (ADL) e dalla Scuola di Italiano per Stranieri Autogestita con materiale sui diritti dei lavoratori, dei precari e dei cittadini stranieri, mostra fotografica sui CIE (centri di identificazione per migranti senza documenti).

Ambiente: Quest’area sarà ricca di contributi apportati dall’Associazione Ya Basta!, Legambiente e dal “Comitato referendario trevigiano due sì per l’acqua bene comune” e dal “Comitato provinciale vota sì per fermare il nucleare”.
Come in ogni edizione l’associazione Ya Basta! si propone nell’allestimento della “Caffetteria” del Festival. Questo stand propone numerosi prodotti del Sud del Mondo, come il caffè delle comunità zapatiste del Chiapas, lo zucchero dei Sem Terra del Brasile e artigianato vario.
Il comitato referendario due si per l’ Acqua Bene Comune insieme a Legambiente di Treviso si propone per la gestione di uno Stand dedicato ai Referendum che si terranno probabilmente il 12 giugno.Si tratta di promuovere e comunicare ai tanti presenti l’importanza di pronunciarsi su due temi di fondamentale importanza per il futuro del nostro paese: la ripubblicizzazione dell’acqua e il No alle centrali nucleari nei nostri territori.

Cultura e Liberi Saperi: Allestimento di un Bookpoint. Un luogo dove acquistare libri ad un prezzo scontato, l’angolo del bookcrossing e materiale dedicato al movimento studentesco ed info sulla riforma Gelmini.

Anche nell’edizione 2011 del Festival ci sarà la presenza di un mercatino ed di uno spazio espositivo. Le modalità di realizzazione andranno dalla vendita diretta dei prodotti e dalle loro degustazioni, all’offerta di materiale informativo e culturale, tutte queste esperienze potranno trovare spazio nell’area esterna della villa.
Il Festival sarà allestito con uno stand gastronomico, una Frasca con prodotti locali (vino bio e Km zero, prodotti locali), un Bar, una caffetteria ed una libreria.

E-mail info@giornateresistenti.it
Telefono 3480309685

IL MITO DEL NUCLEARE SICURO

STEFANO DALL’AGATA *

Fonte: La Tribuna di Treviso, 28 marzo 2011

Le radiazioni sono invisibili, come si fa a sapere quando si è in pericolo? Qual è il livello di esposizione tollerabile? Quali sono i rischi dell’esposizione cronica? Quali i danni correlati a lungo termine? In che modo si ottengono le informazioni necessarie a prevenire o minimizzare i rischi, e di che informazioni possiamo fidarci?
La lista delle «perplessità nucleari» potrebbe continuare quasi all’infinito: in più, esse sono rese complicate dal fatto che i governi e le industrie del nucleare mantengono uno stretto controllo sulle operazioni, sulla ricerca scientifica e sulle notizie di natura biologica e medica fornite all’opinione pubblica.
L’omissione e la manipolazione di informazioni in questo campo sono politiche standard, finalizzate a tranquillizzare una cittadinanza che però, a tutt’oggi, non può più tollerarne l’arroganza.
La tragedia di Fukushima, che aggiunge alle devastazioni provocate dal terremoto e dallo tsunami quelle provocate dagli esseri umani, mette in evidenza quanto le asserzioni sulla «sicurezza» delle centrali nucleari siano figlie non del sapere scientifico, come anche dimostrato dalle limpide contestazioni del premio Nobel Carlo Rubbia, ma degli interessi di chi sul nucleare lucra.
Le previste 4 centrali nucleare italiane prevedono, nelle stime iniziali, appalti per oltre 20 miliardi di euro; considerando come esempio la costruzione della centrale di Olkiluoto in Finlandia le stime salgono a 32 miliardi. Sulla questione dei costi dovrebbe finalmente aprirsi un dibattito trasparente, con la valutazione dell’effettiva spesa che il nucleare comporta, compresi i costi di dismissione degli impianti (che restano radioattivi e vanno chiusi e sigillati) e di stoccaggio delle scorte: problema, quest’ultimo, che non ha una soluzione certa e sicura, dati i millenari tempi di dimezzamento degli isotopi radioattivi presenti nelle stesse.
Ormai è chiaro che al ritornello del «nucleare sicuro» credono in pochi, tanto più che i parametri utilizzati per definire questa «sicurezza» sono quelli fissati cinquant’anni fa dalle esigenze delle agende economiche e militari: come ad esempio il sostenere che l’esposizione ad un livello basso di radiazioni non rappresenterebbe un rischio per la salute, quando le ricerche debitamente cassate provavano già allora gli effetti di indebolimento generale del sistema immunitario e l’incremento di leucemie e tumori di ogni genere.
Abbiamo bisogno di nuovi standard che misurino la sicurezza delle centrali? Certo, e ora più che mai visto che «l’apocalisse» ha toccato gli impianti dell’ipertecnologico Giappone, ma in attesa che ce le diano, sappiamo intanto che esse mettono definitivamente fuori mercato la tecnologia nucleare, perché essa viene resa ancor meno conveniente dal punto di vista economico, e questo a maggior ragione dati i costi in discesa delle nuove tecnologie per le fonti rinnovabili di energia.
Il nucleare è un’energia pericolosa, i cui costi sono altissimi dal punto di vista umano, ambientale ed economico, ed è un’energia di cui non abbiamo bisogno. Una politica seria e responsabile non può non pensare ad una diversa destinazione delle risorse, puntando al risparmio energetico ed alla produzione diffusa di energie da fonti rinnovabili, destinando i 20/30 miliardi previsti per la costruzione delle centrali in Italia alle Regioni ed agli Enti locali, per finanziare interventi in favore dell’energia pulita e della sostenibilità ambientale.
E visto che parliamo di locale, immaginiamo pure la centrale nucleare veneta, il cui sito è preannunciato tra Chioggia, Cavarzere e Rovigo. Il reattore sarà un EPR MoX plutonio (francese), considerato come il più rischioso e pericoloso nel settore nella storia dell’industria nucleare, ed ancora mai messo in funzione a causa di problemi di sicurezza, con il combustibile utilizzato nel nocciolo che resta pericoloso per migliaia e migliaia di anni.
Adesso immaginiamo che qualcosa vada storto. Da Three Miles Island a Chernobyl, da Monju a Fukishima, sappiamo tutti che non è improbabile. Come suffragato dal Rapporto Tecnico sul fallout di un ipotetico incidente a un EPR localizzato a Chioggia, realizzato dall’Istituto di Meteorologia dell’Università di Vienna e dall’Ecoistituto di Vienna per conto di Greenpeace Austria nel 2010, in caso di incidente in un raggio di 70km di una centrale nel Basso Veneto cinque milioni di abitanti saranno evacuati e tutto il territorio del Veneto messo a rischio di essere contaminato e reso inabitabile.
Allora, se vogliamo occuparci di sicurezza, è più sicuro abrogare le norme che permettono l’installazione di centrali nucleari sul suolo italiano, votando sì al referendum.
(* Portavoce del Comitato provinciale Trevigiano «Vota sì per fermare il nucleare»)