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Il Paese del Sole

La Cassazione ha detto Sì!

Come avevamo preventivato la democrazia ha vinto. Il referendum sul nucleare si terrà il 12 e 13 giugno insieme ai due sulla privatizzazione dell’acqua e a quello sul legittimo impedimento. La Corte di Cassazione ha stabilito che le modifiche apportate dal governo alle norme sull’energia nucleare non precludono lo svolgimento del referendum, e ha detto stop al tentativo abbastanza maldestro di scippare al popolo italiano il diritto di decidere sulla reintroduzione in Italia del nucleare. La richiesta di abrogazione rimane la stessa, ma invece di applicarsi alla precedente legge si applicherà alle nuove norme sulla produzione di energia nucleare (art. 5 commi 1 e 8).
Ora tocca a tutti noi, cittadine e cittadini, decidere quale vogliamo sia il futuro dell’Italia e che paese desideriamo consegnare ai nostri figli. C’è solo da andare a votare e dire sì al bando del nucleare, fonte di disastri ambientali, vecchio e inutile e dannoso, e non rispondente al nostro bisogno di energia pulita.
L’Italia è pur sempre “il Paese del Sole”: facciamolo risplendere e sorridere il 12 e 13 giugno.

Stefano Dall’Agata

Portavoce Comitato Vota Sì per fermare il Nucleare

Provincia di Treviso

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Treviso, nato il comitato per dire «no» al nucleare

Fonte: La Tribuna di Treviso

DOMENICA, 20 MARZO 2011

Pagina 3 – Primo Piano
Attivato per preparare il referendum di giugno contro le quattro centrali atomiche del governo

TREVISO. Il nucleare finisce alle urne. Il referendum è in agenda per il 12 e 13 giugno. E con l’emergenza radioattività in Giappone, la consultazione popolare assume un rinnovato connotato di attualità. Nel quesito viene chiesto all’elettore se vuole abrogare la norma per la realizzazione sul territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare. Il referendum nasce da una proposta dell’IdV, firmata e condivisa da cittadini ed associazioni. Il quorum necessario perché la consulta sia valida è fissato a 25 milioni di cittadini. Nella stessa occasione, i cittadini saranno chiamati ad esprimersi anche su acqua pubblica e legittimo impedimento. Anche a Treviso si è costituito il comitato referendario «Vota sì per fermare il nucleare». Tante le realtà che a livello locale hanno già aderito alla cordata per fermare l’avanzata dell’atomo in Italia. Tra queste i circoli Legambiente di Treviso, Piavenire-Maserada e Valle del Soligo, e poi Italianostra, Libera, Fiom-Cgil, oltre al capogruppo del Pd in consiglio regionale Laura Puppato ed a consiglieri provinciali e comunali. Il comitato ha tempo meno di 3 mesi per informare gli elettori e contribuire così al raggiungimento del quorum. Tra le iniziative in scaletta, martedì è in programma un presidio davanti alla sede della Regione a Venezia da parte dei comitati referendari del Veneto. Sabato prossimo anche una delegazione trevigiana sarà presente alla manifestazione a Roma a sostegno dei referendum su nucleare ed acqua pubblica. Nelle prossime settimane il comitato di Marca allestirà banchetti informativi in tutta la provincia e chiederà ai candidati alle amministrative di prendere posizione sulla questione. (ru.b.)

Costituito il Comitato Provinciale Trevigiano VOTA SI’ per fermare il nucleare.

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Ieri sera, in un’affollata assemblea presso la Sala della Casa delle Associazioni, in via Isonzo 10 a Treviso, si è costituito il Comitato Provinciale Trevigiano VOTA SI’ per fermare il nucleare.

Presente il Portavoce del Comitato Regionale Veneto Oscar Mancini l’assemblea ha condiviso l’obiettivo del comitato nazionale (http://www.fermiamoilnucleare.it/) di portare al voto almeno 25 milioni di cittadini e far prevalere il sì, stigmatizzando l’operato del Governo, ed in particolar modo del Ministro Maroni che, in contraddizione con la propria proposta del 2009 con cui le elezioni amministrative furono accorpate alle europee, ha disposto il non accorpamento dei quesiti referendari con il voto amministrativo con chiara volontà di boicottare il referendum.

Segnale evidente della consapevolezza di contrarietà al nucleare della maggioranza del popolo italiano nonostante una massiccia campagna di disinformazione: perché il nucleare resta costoso, continua ad essere insicuro e a mettere a rischio la salute e l’ambiente (e quello che sta accadendo in queste ore alla centrale di Fukushima lo conferma), senza liberare l’ Italia dalla dipendenza energetica (l’uranio si deve importare); in Veneto in particolare, lo spirito solidaristico che ha portato e porta centinaia e centinaia di famiglie ad ospitare i bambini di Chernobyl, affinché possano recuperare la salute messa a dura prova dall’ambiente in cui vivono, inquinato da radiazioni a seguito del disastro di della centrale, è la testimonianza viva di quanto il rischio nucleare sia conosciuto.

L’assemblea ha oltremodo messo in evidenza il rischio che il Veneto possa diventare sede di una delle centrali progettate, e questo grazie anche alla subalternità alle scelte governative del Presidente Zaia, che alla Conferenza unificata del 3 marzo in cui sul decreto legislativo del governo che riguarda i criteri di localizzazione degli impianti nucleari ha espresso parere favorevole.

L’assemblea ha deciso di essere presente con materiale informativo alle manifestazioni del 12 marzo a difesa della costituzione e del 17 marzo per la festa per i 150 anni dell’Italia, di lavorare per far nascere ovunque possibile i comitati locali e di organizzare la partecipazione, congiuntamente al Comitato referendario per l’Acqua Pubblica, alla manifestazione “VOTA SI’ AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE! SI’ per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni, dei diritti, della democrazia” del 26 marzo prossimo a Roma.

Per il Comitato Provinciale Trevigiano VOTA SI’ per fermare il nucleare

il Portavoce Stefano Dall’Agata

Nasce il Comitato Trevigiano “VOTA SÌ per fermare il nucleare”

Il mondo dell’associazionismo riunito per respingere la scelta di tornare all’atomo

no nuke

Anche a Treviso si costituisce il Comitato referendario contro il nucleare, denominato “VOTA SÌ PER FERMARE IL NUCLEARE”, aperto a tutte le organizzazioni e ai cittadini che intendono opporsi al ritorno all’energia dell’atomo.


Troviamoci il 10 marzo, ore 20.45,

alla sala delle associazioni in Via Isonzo, 10 – Treviso

Lo schieramento unitario e trasversale intende coinvolgere i cittadini nel respingere per la seconda volta nella storia del Paese la scelta nucleare per incentivare, invece, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e il risparmio energetico.

Tra i firmatari, che a livello nazionale hanno costituito il fronte referendario, guidato dal mondo dell’associazionismo ci sono ACLI – dipartimento Pace e Stili di vita, AIAB, Alternativa, Amici della Terra, ARCI, Arci Servizio Civile, A Sud, AUSER, Comitato Si alle rinnovabili no al Nucleare, Costituente Ecologista, Ecologisti democratici, Eurosolar Italia, Fare Verde, Focsiv-Volontari nel mondo, Forum Ambientalista, FIOM, Greenpeace, L’altro Quotidiano, Legambiente, Movimento Difesa del Cittadino, Pro Natura, Rete della Conoscenza (Uds-Link), Rigas, Rivista Confronti, Slow Food, Terra! Onlus, VAS, WWF.

Inutile, rischioso e controproducente: sono questi i principi alla base del Comitato “Vota sì per fermare il nucleare” che opererà per promuovere capillarmente sul territorio il diritto di partecipazione democratica a questa scelta del Paese.

Secondo il comitato, infatti, il nucleare non serve all’Italia, dal momento che il Paese ha una potenza elettrica installata di più di 100.000 megawatt, mentre il picco di consumi oggi non supera i 57.000 megawatt. Ma il nucleare non ridurrebbe neanche la dipendenza energetica dall’estero, perché l’Italia sarebbe costretta a importare l’uranio, oltre alla tecnologia e ai brevetti.

La scelta dell’atomo continua, poi, ad essere rischiosa: anche per i reattori di terza generazione EPR in costruzione sono emersi, infatti, gravi problemi di sicurezza, come hanno denunciato, a novembre 2009, le Agenzie di Sicurezza di Francia, Regno Unito e Finlandia. Senza considerare che ancora non è stato risolto il problema di dove depositare in modo sicuro e definitivo le scorie.

L’energia nucleare è infine costosa e controproducente per le tasche dei cittadini e per l’economia del Paese. Per tornare all’atomo, infatti, bisognerebbe ricorrere a fondi pubblici e garanzie statali, quindi alle tasse e alle bollette pagate dai cittadini. Tutte risorse importanti, sottratte ai finanziamenti per la ricerca, per l’innovazione tecnologica, alla diffusione dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili, quindi a investimenti più moderni e incisivi da un punto di vista ambientale e occupazionale.

Secondo il Comitato, dunque, non c’è bisogno di nuova energia nucleare, ma semplicemente di incentivare la crescita delle fonti rinnovabili in sostituzione di quelle fossili: solo con la nascita di una vera e propria rivoluzione energetica, capace di contrastare i cambiamenti climatici, di innovare processi e prodotti sarà infatti possibile dare risposte concrete alla crisi economica.

Le adesioni al Comitato “VOTA SÌ per fermare il nucleare” sono aperte a cittadini, associazioni e organizzazioni che intendono aderire.

Hanno già dato la loro adesione:

Legambiente Valle del Soligo, Legambiente Treviso, Legambiente Piavenire
ItaliaNostra Treviso
Assoc. Ya Basta! Treviso
WWF Villorba
Arci Treviso
Assoc. Decrescita Sostenibile Treviso
Comitato Trevigiano Sì alle rinnovabili, No al nucleare
Circolo Culturale Cavaso Pedemontana
Ass. Un’Altra Treviso
G.I.T. di Treviso di Banca Popolare Etica
Energo Club Onlus

Hanno inoltre aderito:

Laura Puppato – Consigliera Regionale

Stefano Dall’Agata, Luca De Marco, Marco Scolese, Donata Demattè, Marlene Rossetto, Lorenzo Biagi – Consiglieri Provinciali

Referente Comitato “VOTA Sì PER FERMARE IL NUCLEARE” Provincia di Treviso:

Stefano Dall’Agata e-mail: agaste@yahoo.it cell. 329/8321500