Archivi tag: energie rinnovabili

Oderzo – Festival del Bene Comune 2011

Oderzo – Parco di Via Pontremoli (Zona Piscine/Palazzetto dello Sport)

4 giugno 2011

FESTIVAL DEL BENE COMUNE
Per promuovere il valore dell’acqua pubblica e delle energie rinnovabili.

ORE 21:
SÌ SUONA – Concerto del QUARTETTO DESUETO (Giacomo Da Ros, basso e voce — Mauro Da Ros, chitarra e voce — Aldo Betto, chitarre — Cesare Ceschin, sax chitarra e voce — Max Castlunger, percussioni)
Aprono il concerto THE FLORENZ

Per tutta la durata dell’evento sarà presente lo STAND allestito dall’ Osteria Cicchetteria AL BERSAGLIERE.

Dalle ORE 17:
Apertura stand a cura dello stand gestito dal Bersagliere
SCAMBIO-LIBRI GRATUITO a cura dei Giovani per Oderzo
Banchetto libri della BOTTEGA DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE
Banchetto informativo del GAS Oderzo — Gruppo d’Acquisto Solidale

Annunci

Perchè tagliare la filiera delle energie rinnovabili?

C’è un settore dell’economia che non conosce la crisi: anzi è in pieno sviluppo produttivo e occupazionale. Cosa fa il governo?

Decide per decreto di mettere a rischio l’intero settore.

Stiamo parlando della filiera delle energie rinnovabili. Quindicimila famiglie rischiano di perdere in pochi mesi il posto di lavoro, un indotto di altre 150.000 persone sarà colpito. E’ un prezzo altissimo, in termini sociali ed economici.

La Protesta cresce nel Veneto. A Padova Lunedì 14 Marzo scioperano i lavoratori del settore fotovoltaico e dell’indotto. A Treviso protesta la Confindustria denunciando un “cambiamento delle regole in corso d’opera con l’effetto di bloccare gli investimenti già programmati”. Infatti le nuove norme prevedono che solo gli impianti fotovoltaici allacciati alla rete entro il 31 maggio potranno beneficiare degli incentivi. Poi si vedrà! Incurante delle raccomandazioni della Commissione europea con la quale s’ invitano gli Stati membri ad incoraggiare le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili, il nostro governo fa il contrario.

In queste condizioni un’industria nascente è condannata a morte prima ancora di essere diventata pienamente adulta. Se non si riuscirà a introdurre dei correttivi, il fotovoltaico rischia una Caporetto, con ripercussioni molto pesanti sia in termini occupazionali che di credibilità del sistema Paese. Mentre gli Stati Uniti di Obama, pur in presenza di un taglio delle spese pubbliche molto robusto, mantengono saldo il timone verso lo sviluppo delle rinnovabili, l’Italia rischia un nuovo tracollo dopo quello degli anni Ottanta.

Siamo sbigottiti, è incomprensibile. Non è abbastanza promuovere l’ambiente e la salute di noi tutti, generare ricchezza e dare lavoro a oltre 15.000 addetti diretti e fino a 150.000 indiretti, offrire l’opportunità a oltre 160.000 famiglie di diventare indipendenti energeticamente? Quali interessi si vogliono davvero tutelare? Chi sono i poteri forti che stanno eliminando ad una ad una tutte le rinnovabili? Prima l’eolico, oggi il fotovoltaico. Che destino attende un paese che distrugge sistematicamente le proprie opportunità di sviluppo? Noi pensiamo che la risposta vada ricercata nella volontà politica del governo di preparare il terreno al nucleare. Ad una tecnologia vecchia, pericolosa e costosissima. Si dice che anche le energie rinnovabili hanno dei costi. E’ vero, ma non quelli che solitamente le vengono imputati. Solo il 47% degli oneri in bolletta sono imputabili alle rinnovabili. La parte restante va imputata alle famigerate “assimilate”, al vecchio nucleare e alle agevolazioni alle Ferrovie. Per farla breve il tanto vituperato settore fotovoltaico nel 2010 ha assorbito solo 826 milioni dei 2 miliardi e 75 milioni che impropriamente sono tutti caricati sui costi delle rinnovabili. E poi se si vuole effettivamente risparmiare abbiamo una proposta: accorpare la data dei referendum con quella delle amministrative. Si risparmiano 400 milioni di euro: quasi la metà del costo degli incentivi al fotovoltaico. Rivolgo pertanto un’ appello alle associazioni imprenditoriali, ai sindacati, alle associazioni dei consumatori per impedire che la scelta nuclearista del governo comporti, come dicono 250 imprenditori, “un’enorme distrazione di risorse a discapito delle nuove energie” pulite e distribuite. A fronte di una crisi che non smette di mordere il tessuto produttivo, il settore delle rinnovabili si muove in netta controtendenza. Ha creato un volano virtuoso che ha consentito al Paese di riavvicinarsi al gruppo dei paesi leader nel campo dell’innovazione e della capacità produttiva. Il fotovoltaico, in un contesto così difficile come quello che abbiamo visto delinearsi negli ultimi anni, rappresenta un settore in crescita occupazionale e di fatturato, oltre che un settore tecnologicamente in evoluzione.

Oscar Mancini – Portavoce regionale Comitato Referendario Vota Si per fermare il nucleare

13 DOMANDE SUL NUCLEARE

a cura di Cristina Rinaldi

1. Il Nucleare risolve i problemi del fabbisogno energetico mondiale? Dal momento che l’Uranio è una fonte limitata ed esauribile, come le fonti fossili (carbone, petrolio, gas), rivolgersi al nucleare per pensare di risolvere il fabbisogno energetico vuol dire solo rimandare il problema e non risolverlo, addossandoci una gran mole di differenti e ulteriori problemi.Secondo stime più negative le risorse di Uranio saranno sufficienti solo per i prossimi 50-70 anni (1) e secondo altre stime più ottimistiche, come Il rapporto “ Uranium 2009: Resources, Production and Demand” dell’ OECD Nuclear Energy Agency (NEA) e dell’ International Atomic Energy Agency (IAEA), saranno sufficienti per almeno 100 anni (2), con le tecnologie e i consumi attuali. Continua a leggere

Nasce il Comitato Trevigiano “VOTA SÌ per fermare il nucleare”

Il mondo dell’associazionismo riunito per respingere la scelta di tornare all’atomo

no nuke

Anche a Treviso si costituisce il Comitato referendario contro il nucleare, denominato “VOTA SÌ PER FERMARE IL NUCLEARE”, aperto a tutte le organizzazioni e ai cittadini che intendono opporsi al ritorno all’energia dell’atomo.


Troviamoci il 10 marzo, ore 20.45,

alla sala delle associazioni in Via Isonzo, 10 – Treviso

Lo schieramento unitario e trasversale intende coinvolgere i cittadini nel respingere per la seconda volta nella storia del Paese la scelta nucleare per incentivare, invece, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e il risparmio energetico.

Tra i firmatari, che a livello nazionale hanno costituito il fronte referendario, guidato dal mondo dell’associazionismo ci sono ACLI – dipartimento Pace e Stili di vita, AIAB, Alternativa, Amici della Terra, ARCI, Arci Servizio Civile, A Sud, AUSER, Comitato Si alle rinnovabili no al Nucleare, Costituente Ecologista, Ecologisti democratici, Eurosolar Italia, Fare Verde, Focsiv-Volontari nel mondo, Forum Ambientalista, FIOM, Greenpeace, L’altro Quotidiano, Legambiente, Movimento Difesa del Cittadino, Pro Natura, Rete della Conoscenza (Uds-Link), Rigas, Rivista Confronti, Slow Food, Terra! Onlus, VAS, WWF.

Inutile, rischioso e controproducente: sono questi i principi alla base del Comitato “Vota sì per fermare il nucleare” che opererà per promuovere capillarmente sul territorio il diritto di partecipazione democratica a questa scelta del Paese.

Secondo il comitato, infatti, il nucleare non serve all’Italia, dal momento che il Paese ha una potenza elettrica installata di più di 100.000 megawatt, mentre il picco di consumi oggi non supera i 57.000 megawatt. Ma il nucleare non ridurrebbe neanche la dipendenza energetica dall’estero, perché l’Italia sarebbe costretta a importare l’uranio, oltre alla tecnologia e ai brevetti.

La scelta dell’atomo continua, poi, ad essere rischiosa: anche per i reattori di terza generazione EPR in costruzione sono emersi, infatti, gravi problemi di sicurezza, come hanno denunciato, a novembre 2009, le Agenzie di Sicurezza di Francia, Regno Unito e Finlandia. Senza considerare che ancora non è stato risolto il problema di dove depositare in modo sicuro e definitivo le scorie.

L’energia nucleare è infine costosa e controproducente per le tasche dei cittadini e per l’economia del Paese. Per tornare all’atomo, infatti, bisognerebbe ricorrere a fondi pubblici e garanzie statali, quindi alle tasse e alle bollette pagate dai cittadini. Tutte risorse importanti, sottratte ai finanziamenti per la ricerca, per l’innovazione tecnologica, alla diffusione dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili, quindi a investimenti più moderni e incisivi da un punto di vista ambientale e occupazionale.

Secondo il Comitato, dunque, non c’è bisogno di nuova energia nucleare, ma semplicemente di incentivare la crescita delle fonti rinnovabili in sostituzione di quelle fossili: solo con la nascita di una vera e propria rivoluzione energetica, capace di contrastare i cambiamenti climatici, di innovare processi e prodotti sarà infatti possibile dare risposte concrete alla crisi economica.

Le adesioni al Comitato “VOTA SÌ per fermare il nucleare” sono aperte a cittadini, associazioni e organizzazioni che intendono aderire.

Hanno già dato la loro adesione:

Legambiente Valle del Soligo, Legambiente Treviso, Legambiente Piavenire
ItaliaNostra Treviso
Assoc. Ya Basta! Treviso
WWF Villorba
Arci Treviso
Assoc. Decrescita Sostenibile Treviso
Comitato Trevigiano Sì alle rinnovabili, No al nucleare
Circolo Culturale Cavaso Pedemontana
Ass. Un’Altra Treviso
G.I.T. di Treviso di Banca Popolare Etica
Energo Club Onlus

Hanno inoltre aderito:

Laura Puppato – Consigliera Regionale

Stefano Dall’Agata, Luca De Marco, Marco Scolese, Donata Demattè, Marlene Rossetto, Lorenzo Biagi – Consiglieri Provinciali

Referente Comitato “VOTA Sì PER FERMARE IL NUCLEARE” Provincia di Treviso:

Stefano Dall’Agata e-mail: agaste@yahoo.it cell. 329/8321500