Archivi categoria: Comitato Veneto

Comunicato manifesti strappati

Ci giunge comunicazione che in vari Comuni della Provincia i manifesti per il Sì contro il nucleare vengono strappati da ignoti.

Si tratta di un atto vile che avvilisce prima di tutto chi lo compie, dimostrando la pochezza delle sue argomentazioni e l’incapacità di organizzarsi per diffonderle.

A fronte di un’estrema varietà di associazioni, sigle politiche e sindacali, Amministratori di ogni parte politica che con forza, determinazione e creatività si stanno esprimendo per il Sì, e con i Comitati per il No rappresentati da qualche distante sede romana oltre che dalle poco libere televisioni italiane, ci rendiamo conto della condizione di isolamento che possono provare i sostenitori del nucleare, ma pensiamo che l’andare nottetempo a strappare i manifesti pensando così di nascondere le nostre ragioni sia un atto futile, oltre che indegno.

Agli ignoti: mancano pochi giorni, in cui potete utilizzare il vostro tempo per stamparvi qualche volantino (magari in fotocopia) e diffondere in modo democratico le vostre opinioni.

Opinioni che non condividiamo, ma che in democrazia avete tutto il diritto di esprimere.

 

 

Per il Comitato Vota Sì per fermare il nucleare

Il Portavoce Provinciale

Stefano Dall’Agata

Annunci

SCACCO MATTO AL nuclea-RE

Marostica – Piazza Castello

giovedì 2 giugno · 12.00 – 13.00

con la regia di Carlo Presotto

Dopo il catastrofico disastro a Fukushima il governo Berlusconi ha tentato di chiudere la partita sul nucleare con una spregiudicata quanto spregevole mossa: congelare la partita referendaria e spostarla in avanti, quando le condizioni per giocarla potranno essere più favorevoli agli interessi della sua squadra.

Questa mossa, spostare il referendum di lato e tornare in avanti domani con il nucleare, nel gioco degli scacchi si chiama “la mossa del cavallo”, e noi la riproporremmo davvero, proprio a Marostica dove ogni 2 anni nella grande cornice della piazza medioevale si tiene la memorabile partita con figuranti viventi.

Ricordate lo spot della partita a scacchi dello scorso inverno?
Il 2 giugno i referendari, stavolta schierati con i bianchi, saranno in campo per raccogliere la sfida e vincerla. Ai neri e al loro cavaliere non basterà, né a Marostica né in tutta Italia il 12 e 13 giugno, la mossa del cavallo.

Scarica il volantino

EVENTO FACEBOOK

Luogo: Marostica – Piazza Castello
Ora: giovedì 2 giugno 2011 12.00.00

Catena umana a Chioggia

Stiamo organizzando per sabato 21 maggio una grande manifestazione regionale a Chioggia (Ve).(anzi interregionale poichè parteciperanno anche delegazioni da altre regioni vicine).

L’iniziativa è lanciata su invito del comitato nazionale e coordinata dal comitato regionale Veneto “vota SI’ per fermare il nucleare” in collaborazione con il coordinamento regionale “2 SI’ per l’acqua bene comune” che ha già dato adesione e conferma di presenza.

la manifestazione avrà luogo:

SABATO 21 MAGGIO ALLE ORE 15.30
con ritrovo presso:

PIAZZALE EUROPA a SOTTOMARINA DI CHIOGGIA

(per chi arriva con i mezzo pubblici o con autobus organizzati è il piazzale principale di arrivo)La manifestazione si terrà presso la spiaggia di sottomarina dove realizzeremo, assieme ad altre attività di volantinaggio e sensibilizzazione, una delle 10 CATENE UMANE LUNGO LA BATTIGIA che si faranno lo stesso giorno in altrettante località d’Italia.Le località designate tra quelle possibili di localizzazione di una futura centrale nucleare per quanto riguarda il Veneto sono Chioggia, Legnago e Cavarzere.

Il gruppo locale di Chioggia del comitato provinciale veneziano ha già dato la sua disponibilità ad organizzare l’iniziativa se opportunamente sostenuto da TUTTI i comitati provinciali della regione.

L’iniziativa è molto importante poiché il risalto nazionale che potremmo dare alla nostra protesta sarà senza dubbio molto forte vista la concomitanza dei 10 eventi, inoltre il 21 maggio è una data ancora “utile” per affermare la nostra volontà di recarci alle urne il prossimo 12 e 13 giugno a dispetto di quanto prospettato dal nostro governo con il decreto farsa di cancellazione/moratoria degli articoli soggetti a referendum. il decreto andrà in discussione alla camera non più il 17-18 maggio come prospettato inizialmente ma pare il 22-24 e dunque è opportuno alzare la voce proprio in questo momento e far sentire che ci siamo e che vogliamo decidere del nostro futuro!

Per informazioni e comunicare la propria disponibilità ed il numero di partecipanti da ogni comitato contattare il portavoce del comitato regionale Oscar Mancini alla mail

un caro saluto

gigi lazzaro

 Su Facebook:

Luogo: Chioggia (Venezia-Veneto)
Ora: sabato 21 maggio 2011 15.30.00

BENE IL CONSIGLIO VENETO SUL NO AL NUCLEARE IN REGIONE, ORA SPETTA A ZAIA RITIRARE IL CONSENSO AL DECRETO DEL GOVERNO.

BENE IL CONSIGLIO VENETO SUL NO AL NUCLEARE IN REGIONE,

ORA SPETTA A ZAIA RITIRARE IL CONSENSO AL DECRETO DEL GOVERNO.

Venezia 23 marzo 2011

Il comitato regionale “Vota Sì per fermare il nucleare”, che ieri si è presentato al Consiglio Veneto con la sua prima uscita, saluta positivamente l’approvazione della mozione in consiglio regionale contro la costruzione di una centrale nucleare in veneto.

Il comitato ha chiesto un pronunciamento forte al Consiglio, e questo è arrivato tempestivamente. Ora spetta al presidente Zaia ottemperare altrettanto tempestivamente alla volontà del Consiglio ritirando il consenso che egli ha incautamente espresso ( il 3 marzo a Roma) al decreto governativo relativo ai criteri per l’individuazione dei siti nucleari bocciato dalla maggioranza delle Regioni ma non dal Veneto. In quel documento di fatto si dice che se il governo decide di localizzare una centrale in Veneto lo potrà fare anche con il parere contrario della regione.

Il presidente Zaia può fare di più e meglio: chieda al governo il ritiro della legge che riapre le porte al nucleare in Italia, anche perchè se le centrali le costruissero a Mantova o a Ferrara, a pochi chilometri dal territorio regionale, i cittadini veronesi o i polesani non si sentirebbero certo rassicurati.

Sembra esserne consapevole il Consiglio Regionale quando rivolge l’invito ai cittadini di recarsi alle urne “auspicando la più ampia partecipazione alla prossima consultazione referendaria”. Un invito quanto mai opportuno che dimostra che anche la massima istituzione veneta non crede ai “ripensamenti”del governo. E’ ormai evidente che la “moratoria”costituisce solo un escamotage del governo per prendere tempo e tentare di svuotare il referendum. E’ dunque della massima importanza l’invito rivolto dal Consiglio ai cittadini di affrontare la sfida referendaria per portare al voto almeno 25 milioni di cittadini e mettere al sicuro il nostro Paese dall’avventura nuclearista. Infatti solo il raggiungimento del quorum potrà consentirci di chiudere definitivamente l’era di una tecnologia vecchia, costosa, pericolosa( perché mette a rischio la salute e l’ambiente) ed aprire “una nuova epoca di green economy” capace “di produrre in Italia fino a un milione di posti di lavoro”

Dal canto nostro ce la metteremo tutta per mettere in campo la più grande campagna referendaria mai messa in piedi con le forze del volontariato. Possiamo contare su centinaia di attivisti, decine di comuni amici, decine di conferenzieri, esperti e tecnici del settore. A breve metteremo online un sito dove annunceremo le prime iniziative

Oscar Mancini

portavoce regionale del Comitato Referendario Veneto Vota Si per fermare il nucleare

Continua a leggere

Mai più Fukushima, né in Veneto, né altrove

E’ passata quasi inosservata, eppure la notizia è clamorosa. Il 3 marzo scorso, a Roma, la Regione Veneto ha dato il via libera al decreto del governo nazionale relativo ai criteri di localizzazione degli impianti nucleari e dei depositi di rifiuti in Italia. Un decreto bocciato dalla maggioranza delle Regioni, anche di centrodestra, ma non dal Veneto. La nostra Regione ha infatti espresso parere favorevole insieme a Campania, Lombardia e Piemonte. Il presidente Zaia si è subito premurato di rassicurare i cittadini veneti: “No, in Veneto una centrale nucleare non si farà”.

Ma non basta certo una dichiarazione di fronte alle telecamere per fermare il nucleare nel Veneto e in Italia. Soprattutto se  Zaia contemporaneamente vota a favore di un decreto che considera “non vincolante” il parere delle Regioni. Traduzione: le Regioni possono dire quello che vogliono, ma alla fine saranno il Governo nazionale e gli investitori privati a decidere dove imporre le nuove centrali nucleari.
Altrochè “decidono i territori”.

E’ una norma autoritaria che, con il consenso di Zaia, assume per il nostro Veneto un significato particolare. Siamo infatti con il Delta, Chioggia e Cavarzere, il Polesine e la Bassa Veronese con Legnago, una delle aree dove più probabilmente ricadrà la scelta di uno o più siti destinati alla costruzione delle nuove centrali.

Ora che l’evidenza dei fatti e la crudezza delle immagini che ci giungono dal Giappone confermano l’intrinseca insicurezza del nucleare chiediamo alla Regione Veneto, al suo Presidente, alla sua Giunta, al Consiglio regionale di:

– pronunciarsi formalmente per il NO al nucleare, sul nostro territorio, come altrove;
– ritirare il consenso al decreto legislativo del governo;
– pronunciarsi per l’accorpamento della data del referendum con le elezioni amministrative, per risparmiare 400 milioni di euro e favorire la partecipazione popolare.

Il disastro in atto a Fukushima conferma tragicamente che la scelta nucleare è irresponsabile, pericolosissima per la salute di tutti noi, antieconomica e condannata dalla storia.

Ma impone anche, sul tema energetico, di farla finita una volta per tutte con i giochetti della politica sulla pelle dei cittadini, con  dichiarazioni ai media smentite il giorno dopo dagli atti istituzionali. Non ci fidiamo dei ripensamenti tattici. C’è una strada sola di fronte a noi: l’abrogazione della legge 99/2009 sul ritorno al nucleare.

Siamo ancora in tempo per fermare questa scelta di morte in Italia: possiamo farlo costruendo la più ampia partecipazione popolare al referendum, per un voto che dica, chiaro e forte, SI’ per fermare il nucleare, SI’ alla vita, SI’ al ricorso a fonti energetiche pulite e rinnovabili, come quella solare del fotovoltaico, oggi sotto l’attacco del Governo. Il Veneto già oggi è sede di grandi e piccole imprese che hanno investito sullo sviluppo delle energie rinnovabili e creano lavoro pulito, ricerca e innovazione per migliaia di persone. E’ questo il futuro possibile che vogliamo per la nostra terra.

Per queste ragioni,

A SOSTEGNO DEL SI’ AL REFERENDUM PER FERMARE IL NUCLEARE
PER LIBERARE IL VENETO, L’ITALIA, IL MONDO DALL’INCUBO ATOMICO
PER LO  SVILUPPO DELLE ENERGIE PULITE E RINNOVABILI

Comitato referendario veneto
“Vota SI’ per fermare il nucleare”

Venezia 19/03/2011

Perchè tagliare la filiera delle energie rinnovabili?

C’è un settore dell’economia che non conosce la crisi: anzi è in pieno sviluppo produttivo e occupazionale. Cosa fa il governo?

Decide per decreto di mettere a rischio l’intero settore.

Stiamo parlando della filiera delle energie rinnovabili. Quindicimila famiglie rischiano di perdere in pochi mesi il posto di lavoro, un indotto di altre 150.000 persone sarà colpito. E’ un prezzo altissimo, in termini sociali ed economici.

La Protesta cresce nel Veneto. A Padova Lunedì 14 Marzo scioperano i lavoratori del settore fotovoltaico e dell’indotto. A Treviso protesta la Confindustria denunciando un “cambiamento delle regole in corso d’opera con l’effetto di bloccare gli investimenti già programmati”. Infatti le nuove norme prevedono che solo gli impianti fotovoltaici allacciati alla rete entro il 31 maggio potranno beneficiare degli incentivi. Poi si vedrà! Incurante delle raccomandazioni della Commissione europea con la quale s’ invitano gli Stati membri ad incoraggiare le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili, il nostro governo fa il contrario.

In queste condizioni un’industria nascente è condannata a morte prima ancora di essere diventata pienamente adulta. Se non si riuscirà a introdurre dei correttivi, il fotovoltaico rischia una Caporetto, con ripercussioni molto pesanti sia in termini occupazionali che di credibilità del sistema Paese. Mentre gli Stati Uniti di Obama, pur in presenza di un taglio delle spese pubbliche molto robusto, mantengono saldo il timone verso lo sviluppo delle rinnovabili, l’Italia rischia un nuovo tracollo dopo quello degli anni Ottanta.

Siamo sbigottiti, è incomprensibile. Non è abbastanza promuovere l’ambiente e la salute di noi tutti, generare ricchezza e dare lavoro a oltre 15.000 addetti diretti e fino a 150.000 indiretti, offrire l’opportunità a oltre 160.000 famiglie di diventare indipendenti energeticamente? Quali interessi si vogliono davvero tutelare? Chi sono i poteri forti che stanno eliminando ad una ad una tutte le rinnovabili? Prima l’eolico, oggi il fotovoltaico. Che destino attende un paese che distrugge sistematicamente le proprie opportunità di sviluppo? Noi pensiamo che la risposta vada ricercata nella volontà politica del governo di preparare il terreno al nucleare. Ad una tecnologia vecchia, pericolosa e costosissima. Si dice che anche le energie rinnovabili hanno dei costi. E’ vero, ma non quelli che solitamente le vengono imputati. Solo il 47% degli oneri in bolletta sono imputabili alle rinnovabili. La parte restante va imputata alle famigerate “assimilate”, al vecchio nucleare e alle agevolazioni alle Ferrovie. Per farla breve il tanto vituperato settore fotovoltaico nel 2010 ha assorbito solo 826 milioni dei 2 miliardi e 75 milioni che impropriamente sono tutti caricati sui costi delle rinnovabili. E poi se si vuole effettivamente risparmiare abbiamo una proposta: accorpare la data dei referendum con quella delle amministrative. Si risparmiano 400 milioni di euro: quasi la metà del costo degli incentivi al fotovoltaico. Rivolgo pertanto un’ appello alle associazioni imprenditoriali, ai sindacati, alle associazioni dei consumatori per impedire che la scelta nuclearista del governo comporti, come dicono 250 imprenditori, “un’enorme distrazione di risorse a discapito delle nuove energie” pulite e distribuite. A fronte di una crisi che non smette di mordere il tessuto produttivo, il settore delle rinnovabili si muove in netta controtendenza. Ha creato un volano virtuoso che ha consentito al Paese di riavvicinarsi al gruppo dei paesi leader nel campo dell’innovazione e della capacità produttiva. Il fotovoltaico, in un contesto così difficile come quello che abbiamo visto delinearsi negli ultimi anni, rappresenta un settore in crescita occupazionale e di fatturato, oltre che un settore tecnologicamente in evoluzione.

Oscar Mancini – Portavoce regionale Comitato Referendario Vota Si per fermare il nucleare

Comitato Referendario Veneto “Vota SI per fermare il nucleare”

Si è dato avvio alla costituzione del Comitato referendario Veneto“Vota SI per fermare il nucleare”, come articolazione del Comitato Nazionale, aperto a tutte
le organizzazioni e ai cittadini che intendono opporsi al ritorno all’energia dell’atomo. Lo schieramento unitario e trasversale intende coinvolgere i cittadini nel respingere per la seconda volta nella storia del Paese la scelta nucleare per incentivare, invece, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e il risparmio energetico.

Inutile, rischioso e controproducente: sono questi i principi alla base del Comitato “Vota si per fermare il nucleare” che opererà per promuovere capillarmente sul territorio il diritto di partecipazione democratica a questa scelta del Paese. A questo scopo si costituiranno coordinamenti su scala provinciale e territoriale.

Infatti, il nucleare non serve all’Italia, dal momento che il Paese ha una potenza elettrica installata di più di 100.000 megawatt, mentre il picco di consumi oggi non supera i 57.000 megawatt. Ma il nucleare non ridurrebbe neanche la dipendenza energetica dall’estero, perché l’Italia sarebbe costretta ad importare l’uranio, oltre alla tecnologia e ai brevetti.

La scelta dell’atomo continua, poi, ad essere rischiosa : anche per i reattori di terza generazione EPR in costruzione sono emersi, infatti, gravi problemi di sicurezza, come hanno denunciato, a novembre 2009, le Agenzie di Sicurezza di Francia, Regno Unito e Finlandia. Senza considerare che ancora non è stato risolto il problema di dove depositare in modo sicuro e definitivo le scorie.

L’energia nucleare è infine costosa e controproducente per le tasche dei cittadini e per l’economia del Paese. Per tornare all’atomo, infatti, bisognerebbe ricorrere a fondi pubblici e garanzie statali, quindi alle tasse e alle bollette pagate dai cittadini. Tutte risorse importanti, sottratte ai finanziamenti per la ricerca, per l’innovazione tecnologica, alla diffusione dell’efficienza energetica e le energie rinnovabili, quindi ad investimenti più moderni e incisivi da un punto di vista ambientale e occupazionale.

Non c’è bisogno, dunque di nuova energia nucleare, ma semplicemente di incentivare la crescita delle fonti rinnovabili in sostituzione di quelle fossili: solo con la nascita di una vera e propria rivoluzione energetica, capace di contrastare i cambiamenti climatici, di innovare processi e prodotti sarà infatti possibile dare risposte concrete alla crisi economica.

Le adesioni al Comitato “Vota si per fermare il nucleare” sono aperte a cittadini, associazioni e organizzazioni che intendono aderire.

Contattaci per comunicare la tua adesione come singolo o a nome di una organizzazione inviando una mail a: si.fermiamoilnucleare.veneto@gmail.com